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Simboli solari della Sicilia preellenica

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Frammento in basalto lavico nella valle dell'Alcantara (Akesines) Un’ ipotesi di   interpretazione delle sfere litiche e le croci come simboli solari   presenti in vari siti A Malta, le sfere litiche, le troviamo nei templi di Tarxien, un complesso di quattro strutture megalitiche realizzate tra il 3600 e il 1500 a.C.  Malta, tempio di Tarxien In Egitto, le troviamo associate alle divinità come simbolo solare, abbinate agli   scarabei che secondo la credenza spingevano il sole attraverso il cielo o lo facevano rotolare attraverso l’oltretomba, ogni notte; Khepri infatti per gli egizi rappresentava il sole del mattino, era rappresentato con l’astro solare. Una particolarità dello scarabeo è quella di trasportare la pallina di sterco verso la tana seguendo una linea retta, orientandosi attraverso la luce emessa dalla Via Lattea. È evidente che in Egitto, le sfere litiche sono proprio un simbolo solare.    Scarabeo    In Sicilia ...

L'occhio della sacerdotessa

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Simbolo simile all'occhio della sacedotessa a Castiglione di Sicilia in contrada Orgale, cm 15x16 circa Occhio della sacerdotessa Sappiamo che i Siculi come gli   Iranici erano popolazioni di stirpe indoeuropea .  “i ndo”  è la forma più antica costituita dal vedico e dal proto sanscrito, le teorie di una urheimat sono tutt’ora oggetto di studio,  secondo l’archeologa Maria Gibutas la cultura Kurgan avrebbe sparso la propria lingua, religione, questa rimane ancora l’ipotesi più accreditata. Fu nell'area dell'Afghanistan settentrionale e Iran che i Veda acquisirono le loro prime caratteristiche religiose,  i sacerdoti-esse trasmettevano i loro sapere in forma orale. “Un occhio artificiale dorato di 5,000 anni che una volta era sul volto di una maga o sacerdotessa dell'antica Persia, è stato dissotterrato da archeologi iraniani e italiani. E' la prima protesi trovata al mondo e fu indossata da un'antica sacerdotessa p...

Calatabiano o Kattabiano

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La traduzione del nome Calatabiano, si deve al geografo arabo Muhammad al-Idrisi che diede   al toponimo del paese un adattamento arabo, قلعة,  kalaat  (castello), mentre - biano  non è riconducibile a un nome arabo. Kattabiano è il nome in siciliano, ancora oggi se si chiede ad un abitante della cittadina da dove proviene, ti risponderà in siciliano che è di Kattabiano. La storia di Calatabiano è legata a quella del suo castello, che si erge su un'altura a 160 metri d'altitudine, all'imboccatura meridionale della Valle dell'Alcantara. Con tutta probabilità, stante l'importanza strategica e militare del sito, una fortezza doveva già essere presente in epoca greca e forse addirittura sicula. A tal proposito Julius Schubring sostenne che i Siculi dovevano tenere un caposaldo all'imboccatura della valle, di fronte al monte Tauro, questa affermazione è confermata dal sito poco distante di Pietra Perciata nel territorio limitrofo di Castrorao, che dimostra la f...