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Qanat di Castiglione di Sicilia

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Qanat parte interna Castiglione di Sicilia è ubicata su una collina situata sul versante nord dell'Etna, nel bel mezzo della Valle che il fiume Alcantara solca tra Randazzo e Taormina; è uno dei comuni del Parco dell'Etna e del Parco fluviale dell'Alcantara. Prima dell'arrivo dei greci, giunti in Sicilia nel 734 a.C. per fondare Naxos, l'intera isola era abitata dal popolo dei Sicani e dei Siculi, dove sono evidenti le loro tracce.  Nel corso della Storia, andando avanti nei secoli, dopo varie dominazioni, questo territorio fu soggetto alla dominazione musulmana che lasciò alcune tracce architettoniche. Da  LA SICILIA , Domenica 8 Novembre 2020, XV: «Castiglione. Di architettura araba in Sicilia rimangono oggi poche testimonianze. Nella valle dell’Alcantara questa presenza è testimoniata dalle numerose “saie” e mulini che formavano il sistema idrico del tempo. A Castiglione, nelle contrade dell’Alcantara molti nomi della toponomastica si rifanno a termini arabi come...

Lamina di Maletto

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Ai confini dell'Akesines e del Simeto Lamina con simbolo solare nella Sicilia preellenica È possibile che i raggi solari rappresentino i mesi dell'anno, nei segni della parte superiore si nota invece qualche lettera dell'alfabeto Siculo, questo fa pensare che fosse potuta appartenere ad un sacerdote o ad un capo. Dai ritrovamenti in questo territorio, si attesta la presenza umana dal Neolitico Medio fino al periodo bizantino. Così scriveva Paolo Orsi anche se non aveva mai effettuato scavi da queste parti: "se la regione etnea dal punto di vista archeologico è quasi un’incognita..., il versante occidentale poi mai è stato per quanto io sappia argomento di studi e di pubblicazioni. Eppure non vi difettano nel raggio di Bronte e Maniace reliquie dei bassi tempi romani, e bizantini, ma più dei normanni, che vorrebbero essere meglio conosciute di quanto non siano sin qui". La lamina è stata rinvenuta all'interno di un pozzo, presumibilmente votivo,...

Popoli del mare: ipotesi sulla tomba di un principe Shekelesh

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Una delle tombe etrusco-Italica più importante per il suo sontuoso corredo è la tomba Bernardini, fu scoperta casualmente nel 1876 e sebbene si siano perse notizie riguardo la sua ubicazione, si è conservata la descrizione della sepoltura. Si tratta di un rilevante ritrovamento riferibile alle popolazioni storiche del Lazio , sia per l'epoca in cui avvenne, sia per il materiale ritrovato, oggi esposto nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. Sappiamo che i siculi abitarono quel territorio e che erano rimasti degli insediamenti. Il sepolcro di tipo a fossa, misurava 6 per 4 metri, ed era accompagnato da un'altra fossa più piccola, dove erano deposti gli oggetti personali del defunto. Proprio dalla tipologia dei questi si sa che era un uomo, mentre la loro qualità ne attesta l'elevata posizione sociale. I ritrovamenti di Palestrina sono databili ad un periodo compreso tra il 680 e il 650 a.C. Tra questi si segnala una piastra in oro, un pettorale, animato da oltre u...

Simboli solari della Sicilia preellenica

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Frammento in basalto lavico nella valle dell'Alcantara (Akesines) Un’ ipotesi di   interpretazione delle sfere litiche e le croci come simboli solari   presenti in vari siti A Malta, le sfere litiche, le troviamo nei templi di Tarxien, un complesso di quattro strutture megalitiche realizzate tra il 3600 e il 1500 a.C.  Malta, tempio di Tarxien In Egitto, le troviamo associate alle divinità come simbolo solare, abbinate agli   scarabei che secondo la credenza spingevano il sole attraverso il cielo o lo facevano rotolare attraverso l’oltretomba, ogni notte; Khepri infatti per gli egizi rappresentava il sole del mattino, era rappresentato con l’astro solare. Una particolarità dello scarabeo è quella di trasportare la pallina di sterco verso la tana seguendo una linea retta, orientandosi attraverso la luce emessa dalla Via Lattea. È evidente che in Egitto, le sfere litiche sono proprio un simbolo solare.    Scarabeo    In Sicilia ...

L'occhio della sacerdotessa

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Simbolo simile all'occhio della sacedotessa a Castiglione di Sicilia in contrada Orgale, cm 15x16 circa Occhio della sacerdotessa Sappiamo che i Siculi come gli   Iranici erano popolazioni di stirpe indoeuropea .  “i ndo”  è la forma più antica costituita dal vedico e dal proto sanscrito, le teorie di una urheimat sono tutt’ora oggetto di studio,  secondo l’archeologa Maria Gibutas la cultura Kurgan avrebbe sparso la propria lingua, religione, questa rimane ancora l’ipotesi più accreditata. Fu nell'area dell'Afghanistan settentrionale e Iran che i Veda acquisirono le loro prime caratteristiche religiose,  i sacerdoti-esse trasmettevano i loro sapere in forma orale. “Un occhio artificiale dorato di 5,000 anni che una volta era sul volto di una maga o sacerdotessa dell'antica Persia, è stato dissotterrato da archeologi iraniani e italiani. E' la prima protesi trovata al mondo e fu indossata da un'antica sacerdotessa p...